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Bloody Aspirin? Less in more.


One in five elderly people who take aspirin daily to prevent a cardiovascular event become anaemic, without developing a major bleeding event.


This is what emerges from the post HOC analysis of the ASPREE study, which involved over 19,000 healthy elderly patients, without a previous heart attack or stroke, who took aspirin in primary prevention.

A further indication to suspend, especially in the elderly, not only poorly effective therapies, but potentially dangerous in the elderly patient.

We recall that the healthy elderly is in themselves a selected population, who probably have had more genetic/environmental fortune than their extinct peers.

Precisely in this category of patient, drug therapy must aim to be essential, according to the motto: “less is more”.


The US Preventive Services Task Force changed its recommendation on aspirin for primary prevention of cardiovascular disease in 2022, recommending not starting low-dose aspirin for adults 60 years of age and older.


For adults ages 40 to 59 who have a 10 percent or greater 10-year risk of cardiovascular disease, the agency recommends that patients and physicians make the decision to initiate use of low-dose aspirin on a case-by-case basis, as the net benefit is small.


Anaemia in the elderly patient leads to asthenia and increased risk of heart failure or coronary events.


The search for occult bleeding in these patients, in half of the cases does not lead to a certain diagnosis, also exposing the patient to the risk of endoscopic and radiological investigations.




Italian Version


Un anziano su cinque che assume aspirina quotidianamente per prevenire un evento cardiovascolare diventa anemico, senza sviluppare un evento emorragico maggiore.

Questo è quanto emerge dell’analisi post HOC dello studio ASPREE , che ha coinvolto oltre 19.000 pazienti anziani sani, senza un precedente infarto o ictus cerebrale, che assumevano aspirina in prevenzione primaria

Una ulteriore indicazione a sospendere, soprattutto negli anziani, non solo le terapie scarsamente efficaci, ma potenzialmente pericolose nel paziente anziano.

Ricordiamo che gli anziani sani sono in sé una popolazione selezionata, che probabilmente hanno avuto più fortuna genetica/ambientale rispetto ai coetani estinti.

Proprio in questa categoria di paziente, la terapia farmacologica deve mirare ad essere essenziale, secondo il motto: “meno è meglio.


La US Preventive Services Task Force ha cambiato la sua raccomandazione sull'aspirina per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari nel 2022, raccomandando di non iniziare l'aspirina a basso dosaggio per gli adulti di età pari o superiore a 60 anni.


Per gli adulti di età compresa tra 40 e 59 anni che hanno un rischio di malattie cardiovascolari pari o superiore al 10% a 10 anni, l'agenzia raccomanda che i pazienti e i medici prendano la decisione di iniziare l'uso di aspirina a basse dosi caso per caso, poiché il beneficio netto è piccolo.


L’anemia nel paziente anziano porta ad astenia e aumento rischio di scompenso cardiaco o eventi coronarici.


La ricerca del sanguinamento occulto in questi pazienti, nella metà dei casi non porta ad una diagnosi certa, esponendo il paziente anche al rischio di indagini endoscopiche e radiologiche.


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